Perché anche una PMI è un bersaglio
La maggior parte degli attacchi non sceglie la vittima per dimensione: campagne automatiche di phishing e ransomware colpiscono chiunque abbia una casella email, un accesso remoto o un computer non aggiornato. Per una piccola azienda il danno pesa di più, perché spesso manca un reparto IT che se ne accorga in tempo e un piano per ripartire.
La buona notizia è che non serve fare tutto subito. Pochi interventi ben scelti eliminano gran parte del rischio. Ecco da dove partire.
1. Un backup che si può davvero ripristinare
È la rete di sicurezza di tutto il resto: se un ransomware cifra i file, un backup integro ti permette di ripartire senza pagare alcun riscatto. Ma un backup ha valore solo se funziona quando serve.
- Segui la regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una fuori sede
- Tieni almeno una copia isolata o immutabile, che un attacco non possa cancellare né cifrare
- Prova il ripristino a intervalli regolari, non solo la copia
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2. Autenticazione a più fattori (MFA)
Una password rubata da sola non deve bastare per entrare. Attiva l'MFA prima di tutto sulla posta elettronica, sugli accessi remoti (VPN, desktop remoto) e sui servizi in cloud: è uno degli interventi con il miglior rapporto tra costo e protezione.
3. Aggiornamenti costanti
Molti attacchi sfruttano vulnerabilità già note e già corrette dal produttore. Sistemi operativi, programmi, firewall e router vanno aggiornati con regolarità, e i dispositivi che non ricevono più aggiornamenti vanno sostituiti o isolati.
4. Protezione dei dispositivi con EDR
Il vecchio antivirus riconosce le minacce già conosciute. Una soluzione EDR osserva il comportamento di computer e server e blocca le attività sospette, come una cifratura improvvisa di molti file. Funziona davvero se qualcuno ne legge gli allarmi e interviene.
5. Persone che riconoscono il phishing
Molti incidenti iniziano da un'email credibile: una finta fattura, un corriere, un falso collegamento per cambiare la password. Una breve formazione periodica, con esempi reali, insegna a riconoscerle e a segnalarle invece di cliccare.
6. Un piano per quando qualcosa va storto
Decidi prima, a mente fredda, chi chiamare, quali sistemi scollegare e in che ordine ripristinarli. Ricorda anche gli obblighi del GDPR: una violazione dei dati personali va valutata subito e, se c'è un rischio per le persone, notificata al Garante entro 72 ore.
In pratica: il primo passo
Prima di comprare qualsiasi prodotto, serve una fotografia della situazione: quali dati hai, dove stanno, come sono protetti gli accessi e se il backup si ripristina davvero. Da lì si decide cosa fare prima e cosa può aspettare, in base al rischio e al budget.
Se preferisci non pensarci tu, la nostra cybersecurity gestita mette insieme tutti questi passi in un unico servizio, con un presidio continuo.